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Domande Frequenti

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In questa pagina troverai le risposte alle domande più comuni riguardanti gli impianti e i servizi forniti da Sitip.

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Amplificazione GSM (13)

I sistemi di antenna distribuita (DAS) rappresentano una soluzione avanzata per garantire una copertura uniforme del segnale wireless in grandi aree e ambienti complessi come centri commerciali, parcheggi multipiano, ospedali e stazioni.
Il funzionamento di un sistema DAS si basa su una rete di antenne distribuite, tutte collegate a un’unità centrale di amplificazione. L’antenna principale cattura il segnale dall’esterno, simile a un ripetitore tradizionale, e lo trasmette all’unità centrale. Questa amplifica il segnale e lo distribuisce attraverso le antenne posizionate strategicamente all’interno dell’area da coprire.

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Utilizzando un ripetitore GSM che cattura e amplifica il segnale dall’esterno, distribuendolo poi uniformemente all’interno della cantina.

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Un amplificatore di segnale riceve il segnale da un’antenna esterna, lo amplifica e lo ridistribuisce tramite antenne interne per migliorare la copertura.

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Valutando la dimensione dell’area da coprire, il livello di debolezza del segnale e il numero di utenti che necessitano di connettività.

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Posizionando l’antenna donatrice in un’area con buon segnale esterno e collegandola agli amplificatori e alle antenne interne tramite cavi a bassa perdita.

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È possibile fare copertura interna anche in ambienti molto vasti; ovviamente in questi casi l’impianto va dimensionato correttamente a seguito di una nostra verifica strumentale.

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Certamente, le antenne esterne che installiamo sia direzionali che omnidirezionali ricevono i segnali di tutti i gestori di telefonia mobile, grazie alla mappatura dei vari tralicci riusciamo ad amplificare tutti i segnali.

Nel progetto dell’impianto prevediamo che l’antenna interna emetta solamente il segnale minimo indispensabile per offrire una copertura sufficiente. Paradossalmente ci troviamo nella condizione peggiore di inquinamento elettromagnetico quando in un ambiente non c’è copertura, perché i cellulari vanno alla massima potenza per cercare un collegamento (ed è anche per questo che si scaldano senza apparente motivo e si scaricano più velocemente).

Certo, l’amplificazione GSM (telefonia) include anche la frequenza LTE (dati), quindi si possono usare tutte le applicazioni che usano dati internet.

I sistemi DAS offrono una copertura più uniforme su grandi aree e possono supportare più operatori telefonici contemporaneamente.

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Dipende dai metri quadri da coprire col segnale e da come sono posizionati i locali interni e come sono divisi tra loro (muri, cartongesso, vetro, pareti attrezzate).

Sì, l’antenna viene installata sul palo dell’antenna TV, dove presente, in modo da poter sfruttare il tubo corrugato che porta il cavo all’interno dei locali.

Certo, prima facciamo un sopralluogo per vedere che tipo di segnale arriva e di conseguenza in base alle esigenze del cliente viene decisa la posizione delle antenne a pannello interne. Dopo di che passiamo all’installazione vera e propria con collaudo dell’impianto.

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Ponti Radio (5)

Un ponte radio serve a stabilire una connessione wireless a radiofrequenza o microonde tra due punti geograficamente distanti o isolati che non potrebbero essere collegati in modo ottimale da un segnale elettromagnetico diretto.

Le principali funzioni di un ponte radio sono:

– Permettere la trasmissione di dati, voce o video tra due siti remoti che non possono essere collegati via cavo
– Estendere la copertura radio in aree remote o difficili da raggiungere, come zone montuose o periferiche
– Fornire una connessione di backup o temporanea, ad esempio in caso di disastri naturali dove la rete esistente è fuori servizio

Il ponte radio è tipicamente composto da un’antenna direzionale posizionata in alto, un ricetrasmettitore radio e un’alimentazione elettrica. Può essere fisso o mobile a seconda delle esigenze. La progettazione del ponte radio deve considerare fattori chiave come il posizionamento delle antenne, la loro altezza e la potenza di trasmissione per garantire una propagazione ottimale del segnale.

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I ponti radio sono sistemi di telecomunicazione wireless che utilizzano onde radio o microonde per stabilire una connessione tra due punti fissi distanti tra loro.

Il funzionamento di un ponte radio è il seguente:

– La stazione emittente indirizza un fascio di onde radio in linea retta verso la stazione ricevente, creando così una “connessione wireless” per trasmettere informazioni come voce, video o dati.
– Le antenne installate sui tralicci o torri irradiano e ricevono l’energia elettromagnetica necessaria per il radiocollegamento. È fondamentale che le antenne abbiano visibilità diretta tra loro, senza ostacoli fisici come edifici o montagne che potrebbero interrompere la trasmissione.
– Oltre alla tecnica “point-to-point” semplice, possono essere utilizzate tecniche di “diversità” come la diversità di spazio (antenne in posizioni diverse) o di frequenza per migliorare l’affidabilità del collegamento e compensare le variazioni delle condizioni di propagazione.
– I ponti radio vengono ampiamente utilizzati per il backhaul delle reti cellulari, per la radiodiffusione televisiva e radiofonica, e in generale per connettere siti distanti dove l’installazione di cavi in fibra ottica risulterebbe troppo costosa o impraticabile.

In sintesi, i ponti radio sfruttano la propagazione delle onde elettromagnetiche per stabilire collegamenti wireless a radiofrequenza o microonde tra punti fissi, consentendo la trasmissione di informazioni a distanze altrimenti non raggiungibili.

 

Un segnale radio viene trasmesso attraverso le seguenti fasi:
Il segnale audio o informativo viene convertito in un segnale elettrico alternato di frequenza sufficientemente elevata, tipicamente nell’ordine di MHz o GHz.
Il segnale elettrico viene modulato, ovvero le sue caratteristiche come ampiezza, frequenza o fase vengono variate per codificare l’informazione da trasmettere.
Il segnale modulato viene applicato a un’antenna, che lo converte in onde elettromagnetiche e le irradia nello spazio circostante. L’antenna deve avere dimensioni proporzionali alla lunghezza d’onda della frequenza utilizzata.
Le onde elettromagnetiche si propagano nello spazio senza bisogno di un mezzo di trasporto. Quando incontrano un conduttore come l’antenna ricevente, inducono una corrente alternata che può essere riconvertita nel segnale originale.
Il segnale ricevuto viene demodulato per estrarre l’informazione originale, che può essere quindi convertita in segnale audio, video o altro a seconda dell’applicazione.
In sintesi, la trasmissione radio converte il segnale informativo in onde elettromagnetiche che si propagano nello spazio e vengono ricevute e riconvertite nell’informazione originale. La scelta della frequenza portante consente al ricevitore di selezionare il segnale desiderato

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Nei ponti radio vengono utilizzate principalmente antenne paraboliche direzionali ad alto guadagno. Ecco le principali caratteristiche di queste antenne:

– Sono antenne paraboliche, con una forma a parabola che consente di concentrare il segnale in un fascio stretto e direzionale
– Hanno un alto guadagno, tipicamente nell’ordine dei 40-50 dB, che permette di trasmettere su lunghe distanze con potenze relativamente basse
– Sono fortemente direttive, cioè irradiano l’energia elettromagnetica in una direzione specifica, puntando verso l’antenna ricevente remota
– Richiedono visibilità ottica diretta tra le due antenne, senza ostacoli che possano interrompere il fascio di microonde

La scelta dell’antenna dipende da fattori come la frequenza, la potenza, la distanza da coprire e l’ingombro disponibile per l’installazione.

L’utilizzo di antenne altamente direzionali è fondamentale per concentrare l’energia elettromagnetica in un fascio stretto, permettendo di coprire grandi distanze con potenze contenute e minimizzando le interferenze con altri sistemi radio.

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I ponti radio utilizzano principalmente le seguenti frequenze: 2 GHz, 4 GHz, 6 GHz, 7 GHz, 8 GHz, 11 GHz, 13 GHz.
Frequenze nel campo dei Gigahertz, quindi lunghezze d’onda dell’ordine del centimetro. Queste frequenze elevate permettono di concentrare l’energia trasmessa in fasci direttivi utilizzando antenne paraboliche ad alto guadagno. Ciò consente di effettuare trasmissioni con basse potenze, tipicamente da 1 Watt a qualche decina di Watt, su distanze che vanno da qualche chilometro a qualche decina di chilometri.
L’uso di frequenze più basse sotto i 13 GHz comporta altri fenomeni di propagazione da considerare, mentre sopra i 13 GHz il principale problema è l’attenuazione dovuta alla pioggia.

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